Icone del design: Arco di Flos




Ricorre in questi giorni il centenario della nascita di Achille Castiglioni, geniale architetto e designer italiano.
I due fratelli, Achille e Pier Giacomo sono fra i principali architetti e progettisti del dopoguerra italiano, hanno avuto una intensa attività professionale e furono fra i fondatori dell'ADI, Associazione di Disegno Industriale, che negli anni conferì loro numerosi premi Compasso D'Oro
Uno dei progetti più famosi e duraturi negli anni è senza dubbio la celeberrima lampada Arco prodotta da Flos

la Arco

è una lampada da terra a luce diretta, composta di 3 elementi semplici:
una base costituita da un parallelepipedo di marmo di Carrara con gli angoli smussati e un foro praticato in corrispondenza del baricentro per infilarci il manico della scopa e spostare la lampada agevolmente nonostante il peso e una scanalatura in cui è inserito lo stelo, realizzato con 3 profilati di acciaio inossidabile con finitura satinata all'interno dei quali passa il filo elettrico e che scorrono uno sull'altro permettono la regolazione della cupola formata da due pezzi: uno fisso a forma di calotta che presenta numerosi fori per consentire il raffreddamento del portalampada e un anello di alluminio che è mobile, in modo da poter essere adattato a seconda della posizione scelta.

In realtà il proposito per cui è stata progettata ne ha definito l’aspetto:
Non è una piantana vera e propria, ma una sospensione: l’esigenza da soddisfare era avere una sospensione che proiettasse la luce sul tavolo svincolata dal soffitto, da qui il segno curvo dello stelo perchè in origine era stata pensata per spazi commerciali più che per utilizzo domestico.


Parlando di Arco, Castiglioni disse:
"Pensavamo a una lampada che proiettasse la luce sul tavolo: ce ne erano già, ma bisognava girarci dietro. Perché lasciasse spazio attorno al tavolo la base doveva essere lontana almeno due metri. Così nacque l’idea dell’arco: lo volevamo fatto con pezzi già in commercio, e trovammo che il profilato di acciaio curvato andava benissimo. Poi c’era il problema del contrappeso: ci voleva una massa pesante che sostenesse tutto. Pensammo al cemento prima, ma poi scegliemmo il marmo perché a parità di peso ci consentiva un minore ingombro e quindi in relazione ad una maggior finitura un minor costo."


Arco di Flos è una delle pietre miliari del design italiano, un vero must per gli amanti dello stile italiano

Nel suo libro Fare di più con meno, l’architetto e urbanista milanese Stefano Boeri ha scritto: "Arco, che diventerà un grande successo commerciale, è una sintesi di eleganza, genio e semplicità. Un oggetto che non addiziona, ma moltiplica il valore iniziale – economico, estetico e simbolico – dei tre oggetti che assembla, creando qualcosa di inedito".
"Dall’uso creativo di poche risorse – senza grandi investimenti, senza macchinari potenti, senza nuovi materiali – nel 1962 nasce a Milano non solo una nuova lampada, ma un nuovo concetto di luce. Il gesto creativo dei fratelli Castiglioni è l’emblema di cosa significhi “fare di più con meno” nei processi produttivi"

E' interessante sapere che nonostante sia in produzione dal 1962 la lampada non ha ricevuto alcuna modifica estetica o costruttiva: se non che all'inizio veniva realizzata anche una versione con la base in marmo nero e la cupola dorata e la modifica del sistema elettrico, per uniformare l’apparecchio alle norme vigenti e dal 2012 viene prodotta anche nella versione Multichip LED dato che non è più possibile produrre lampadine incandescenti di 100W
Fa parte delle collezioni permanenti del Triennale Design Museum di Milano e del MoMA di New York.

Achille Castiglioni diceva:  “Cancellare, cancellare, cancellare e alla fine trovare una componente principale di progettazione; noi mentre progettavamo eravamo contro l’invadenza del disegno, eravamo alla ricerca del tratto minimo che serviva alla funzione; volevamo arrivare a dire: meno di così non si può fare”
Cancellare il superfluo fino a raggiungere l'essenza, che a volte diventa una traccia indelebile, come Arco.

Immagini VIA



History of desig: Arco by Flos

These days is the centenary of the birth of Achille Castiglioni, brilliant Italian architect and designer.
The two brothers, Achille and Pier Giacomo are among the leading architects and designers of the Italian post-war period, have had an intense professional activity and were among the founders of the ADI, Industrial Design Association, which over the years conferred numerous Compasso D'Oro awards on them.
One of the most famous and long-lasting projects over the years is undoubtedly the famous ARCO floor lamp


Arco

is a floor lamp with direct light, composed of 3 simple elements:
a base consisting of a parallelepiped of Carrara marble with rounded corners and a hole made at the barycenter to insert the broom handle and move the lamp smoothly despite the weight and a groove in which the stem is inserted, made of 3 profiles of stainless steel with satin finish inside which passes the electric wire and which slide one on the other allow the adjustment of the dome formed by two pieces: one fixed in the shape of a cap that has numerous holes to allow the lamp holder to cool and a aluminum ring that is movable, so you can be adapted according to the chosen location.

In reality, the purpose for which it was designed has defined its appearance:
It is not a real floor lamp, but a suspension: the need to be satisfied was to have a suspension that projected the light onto the table released from the ceiling, hence the curved sign of the stem because originally it was designed for commercial spaces rather than for domestic use

Speaking of Arco, Castiglioni said:
We thought of a lamp that projected the light on the table: there were already, but we had to turn around. Because it left space around the table the base had to be at least two meters away. Thus the idea of ​​the bow was born: we wanted it done with pieces already on the market, and we found that the bent steel section was very good. Then there was the problem of the counterweight: it needed a heavy mass that supported everything. We thought of the cement first, but then we chose the marble because at the same weight it allowed us a smaller footprint and therefore in relation to a greater finish a lower cost.

Arco by Flos is one of the milestones of Italian design, a must for lovers of Italian style

In his book Making more with less, the Milanese architect and urban planner Stefano Boeri wrote: "Arco, which will become a great commercial success, is a synthesis of elegance, genius and simplicity, an object that does not add up, but multiplies the value initial - economic, aesthetic and symbolic - of the three objects it assembles, creating something new ".
"From the creative use of few resources - without major investments, without powerful machinery, without new materials - in 1962 not only a new lamp was born in Milan, but a new concept of light.The creative gesture of the Castiglioni brothers is the emblem of what it means to "do more with less" in the production processes "

It is interesting to know that although it has been in production since 1962, the lamp has not received any aesthetic or constructive changes: except that at the beginning a version with the black marble base and the golden dome and the modification of the electrical system were also made, to standardize the appliance to current standards and since 2012 it is also produced in the Multichip LED version as it is no longer possible to produce incandescent bulbs of 100W
It is part of the permanent collections of the Triennale Design Museum in Milan and the MoMA in New York.

Achille Castiglioni said: "Delete, delete, delete and eventually find a main design component; we, while we were planning, were against the intrusiveness of the design, we were looking for the minimum length that served the function; we wanted to get to say: less than this can not be done "
Delete the superfluous until you reach the essence, which sometimes becomes an indelible mark, like Arco.



Tra nuovo e vecchio




Gli architetti di Minimal Studio, nel recuperare questa antica abitazione a Mallorca, si trovarono di fronte i problemi tipici delle case antiche, e cioè la presenza di muri portanti, vincolanti nel definire il nuovo layout, e finestre piccole, con poca luce all'interno. Decisero di dare all'abitazione un'impronta tipo loft, con ampi spazi aperti, per lasciar filtrare la luce, con solo il bagno chiuso; in più, sfruttarono l'aspetto della muratura a vista per dare alla casa un carattere unico.


Between new and old


The architects of Minimal Studio, in recovering this ancient house in Mallorca, faced the typical problems of old houses, ie the presence of load-bearing walls, binding in defining the new layout, and small windows, with little light inside . They decided to give the house a loft-like style, with wide open spaces, to let the light filter through, with only the bathroom closed; in addition, they exploited the appearance of exposed masonry to give the house a unique character.






Via



Icone del design: Tolomeo di Artemide




Abbiamo deciso di iniziare una nuova rubrica dedicata ai più interessanti prodotti di design dell'illuminazione, lampade che magari siamo abituati a vedere ovunque e di cui troviamo che sia bello saperne qualcosa di più, alle volte approfondendo la storia di come sono nati certi prodotti si scoprono storie assolutamente affascinanti.

Scelta quasi obbligata iniziando una nuova serie di articoli è una icona intramontabile del design:
Tolomeo di Artemide


Tolomeo è una di quelle icone della storia del design che quasi ogni architetto vorrebbe aver realizzato, disegnata per Artemide oltre trenta anni fa Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina e vincitrice del Compasso d'oro nel 1989, Tolomeo ha un design sottilmente ironico con struttura perennemente in equilibrio grazie a snodi e tiranti.

In realtà disegnando una nuova lampada De Lucchi si confrontava con la Naska Loris, Fontanarte, la classica lampada norvegese da disegnatore (derivata a sua volta dalla inglese Anglepoise - 1932) e soprattutto con la celeberrima Tizio di Richard Sapper del 1970 sempre di Artemide (di cui parleremo) con la differenza che, mentre per ottenere un design essenziale Tizio nasconde un trasformatore nella base e utilizza la struttura come conduttori di corrente per alimentare una lampada alogena, Tolomeo è pensata per ospitare le più comuni lampadine ad incandescenza quindi ha il filo.


"non volevo che fosse a vista, ma che fosse integrato dentro la lampada [...]
in realtà il meccanismo è nato osservando i pescatori che pescano con la lenza. […] Mi sembrava intelligente che, con un piccolo braccio di leva e un cavo, si potesse sospendere un’asta alla quale attaccare qualche cosa. Quello era il riferimento che avevo in mente
"

ha rivelato De Lucchi in un’intervista su Lighting Fields n. 6 di Artemide lo scorso gennaio.

"Tolomeo, all’epoca non si chiamava ancora così, perché il nome è stato deciso la notte prima che venisse presentata al Salone del Mobile. Ernesto Gismondi faceva ogni anno una lista di nomi, e Tolomeo ci sembrava il personaggio più adatto a rappresentare la lampada, perché era un astronomo, un matematico, insomma era quello più adatto all’idea di una mentalità scientifica"

Una scelta che ha reso la lampada più versatile nelle sue declinazioni che sono ormai una vera famiglia che va dalla prima versione da Tolomeo da tavolo, alle varie misure da parete, da sospensione fino alla Tolomeo Terra una divertente piantana oversize,
Negli anni sono state realizzate in vari colori e con varie finiture, dall'originale alluminio, alle teste in carta e tessuto per le abat-jur che la hanno resa in qualche modo più "domestica" alla recentissima versionedorata, Micro Gold, realizzata in edizione limitata per il trentennale  lo scorso anno.





History of design: Tolomeo by Artemide

We decided to start a new section dedicated to the most interesting lighting design products, lamps that we are accustomed to seeing everywhere and of which we find it nice to know something more, sometimes deepening the history of how certain products were born. they discover absolutely fascinating stories.

An almost obligatory choice starting a new series of articles is a timeless icon of design:
Tolomeo by Artemide Tolomeo is one of those icons of the history of design that almost every architect would like to have made, designed for Artemide over thirty years ago Michele De Lucchi and Giancarlo Fassina and winner of the Compasso d'Oro in 1989, Tolomeo has a subtly ironic design with perennial structure in balance thanks to joints and rods.

In fact, designing a new lamp De Lucchi compared with Naska Loris, Fontanarte, the classic Norwegian designer lamp (derived from the English Anglepoise - 1932) and above all with the famous Tizio by Richard Sapper of 1970 also by Artemide (of to which we will speak) with the difference that, while to obtain an essential design, Tizio hides a transformer in the base and uses the structure as current conductors to power a halogen lamp, Tolomeo is designed to accommodate the most common incandescent light bulbs so, it has the wire.

"I did not want it to be on sight, but to be integrated into the lamp [...] in reality the mechanism was born observing the fishermen who fish with the line. [...] It seemed smart to me that, with a small lever arm and a cable, you could suspend a rod to which to attack something. That was the reference I had in mind"
revealed De Lucchi in an interview on Lighting Fields n. 6 of Artemide last January.

"Tolomeo, at the time was not yet called that, because the name was decided the night before it was presented at the Salone del Mobile Ernesto Gismondi made each year a list of names, and Ptolemy (Tolomeo) seemed to us the most suitable character to represent the lamp, because he was an astronomer, a mathematician, in short, he was the one most suited to the idea of ​​a scientific mentality"

A choice that has made the lamp more versatile in its variations that are now a real family that goes from the first version from Tolomeo table, to various wall sizes, from suspension to the Tolomeo Terra, an amusing oversized floor lamp, Over the years they have been made in various colors and with various finishes, from the original aluminum, to the paper and fabric heads for the abat-jur that have made it somehow more "domestic" to the recent versionedorata, Micro Gold, made in edition limited for the thirtieth anniversary last year.

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